In questi giorni, (fine febbraio 2026) fa discutere tra i cittadini, che in tanti ci inviano segnalazioni in merito, la promozione di un “giretto” turistico in elicottero per sorvolare i Laghi di Revine. E' il fenomeno Arrogant Air. Un’iniziativa privata presentata come esperienza esclusiva e suggestiva, ma che solleva interrogativi importanti sul rispetto delle aree naturali. L'uso dell'elicottero è sempre più diffuso nelle aree naturali e testimonia perfettamente il conflitto tra lusso individuale e tutela e rispetto della comunità locale e del suo territorio.
Le aree naturali protette, come la nostra dei Laghi di Revine, nascono per difendere ecosistemi fragili, tutelare la biodiversità e garantire un equilibrio tra uomo e natura. Non sono scenografie da sfruttare per iniziative promozionali che rischiano di compromettere proprio ciò che dichiarano di valorizzare.
Il sorvolo in elicottero non è un dettaglio neutro: il rumore, le vibrazioni e l’impatto acustico possono disturbare la fauna selvatica, in particolare l’avifauna che popola canneti e zone umide. In ambienti delicati, ogni pressione aggiuntiva può alterare comportamenti, nidificazioni ed equilibri già messi alla prova dall’inquinamento e dai cambiamenti climatici.
Non è accettabile incentivare attività che rischiano di trasformare un’area protetta in un palcoscenico per attrazioni ad alto impatto.
Le aree protette non devono diventare strumenti di marketing, ma restare luoghi di tutela concreta, rispetto e responsabilità collettiva.

Ci avviciniamo alla primavera e, sulle sponde dei laghi di Revine Lago, si prepara un’altra grande trasformazione.
Dopo il Leone Alato, che ha portato numerosi turisti all’interno di un’area protetta, e dopo il progetto del maxi parcheggio, dovrebbero partire i lavori per la realizzazione di una piattaforma galleggiante di 30 metri per 30 metri, pari a 600 metri quadrati di superficie.
Un intervento presentato come “valorizzazione”, finanziato nell’ambito del PNRR, che rischia invece di diventare l’ennesimo tassello di un processo di antropizzazione progressiva.
I laghi di Revine, inseriti nella Rete Natura 2000 e riconosciuti come Zona Speciale di Conservazione, non sono uno spazio neutro da attrezzare per eventi e spettacoli, ma un sito di importanza comunitaria che custodisce una biodiversità fragile e preziosa.
Proprio mentre LIPU lancia un allarme drammatico, ( nota 1) negli ultimi 26 anni le popolazioni di uccelli nelle campagne italiane sono diminuite di circa il 33%, con un crollo del 71% delle specie, i comuni di Revine Lago e Tarzo sembrano concentrati su un’altra priorità, la fusione dei loro territori. A quali scopo?
Quello che avrebbero già potuto fare insieme , istituire l’ente parco previsto dalla normativa regionale per la gestione delle aree protette e unificare la tutela delle due aree confinanti, quella dei laghi e quella delle Prealpi Trevigiane, in un’unica struttura ,non è mai stato preso in considerazione.
Alla luce di questo precedente, la fusione appare più come una scelta influenzata da interessi, non benefici, amministrativi o politici, piuttosto che un passo volto alla tutela dell’ambiente e della cultura dei due territori.
Di fronte a questa impostazione, che privilegia l’immagine e l’attrattività rispetto alla pianificazione ambientale e importanza storica del nostro territorio, riteniamo che queste Amministrazioni Comunali siano sempre più simili a influencer del territorio, impegnate a promuovere scenografie e iniziative, che Enti Pubblici in grado di esercitare fino in fondo la loro responsabilità istituzionale.
Con l’arrivo della primavera ribadiamo una posizione chiara, chiedendo lo stop all’antropizzazione dei laghi a scopo di marketing, l’avvio di studi ambientali indipendenti, le valutazioni di incidenza ambientale e l’applicazione della Restoration Law.
Senza una tutela coraggiosa, la primavera rischia di veder morire i canti degli uccelli lasciandoci nel silenzio di un vuoto assordante
Nota
(1) I dati del Farmland bird index 2025 verranno ufficialmente presentati in un incontro online mercoledi 25 febbraio 2026, realizzato anch’esso grazie al progetto Farmland Bird Index. Censimento ornitologico 2025-2029.
La partecipazione al webinar è libera, previa registrazione, compilando il modulo al seguente LINK
Vallata Sana

Le zone umide sono i più efficaci serbatoi di carbonio sulla Terra e quindi uno strumento fondamentale per la lotta ai cambiamenti climatici; inoltre, offrono importanti servizi ecosistemici e sono habitat preziosi per la conservazione della biodiversità: solo nel nostro Paese sono oltre 100 le specie di uccelli, come anatre, aironi, limicoli, ma anche molti passeriformi, che le zone umide ospitano per la nidificazione, per lo svernamento o come tappa nel lungo viaggio migratorio.
Lo afferma la Lipu in occasione della Giornata mondiale delle zone umide che si svolgerà domenica 2 febbraio. Una giornata durante la quale numerose oasi e riserve gestite dall’Associazione e che ricadono all’interno dell’habitat zone umide, ospiteranno visite guidate, osservazione birdwatching e censimenti di ornitologi. Si stima che nel mondo oltre un terzo degli uccelli sia direttamente legato alle zone umide almeno per una parte della loro vita. Una ricchezza che è solo una parte della biodiversità di specie animali e vegetali che esse ospitano e che ci garantiscono una moltitudine di servizi ecosistemici essenziali, come la protezione dalle inondazioni e una preziosa riserva d’acqua.
Tuttavia, lo stato di conservazione delle zone umide nel nostro paese, e nel resto dell’Europa, non è infatti soddisfacente: lo dimostra un report dell'Ispra, che ha evidenziato come il 47,6% di questi ambienti sia in “cattivo” stato di conservazione, il 31,7% sia “inadeguato” e solo il 4,7% è in uno stato “favorevole”. Tale situazione si riflette sullo stato di conservazione degli uccelli delle zone umide di cui oltre due terzi si trova in uno stato di conservazione non favorevole (sfavorevole o inadeguato).
E proprio in occasione della Giornata mondiale delle zone umide la Lipu diffonde i contenuti del nuovo report di BirdLife Europa e Asia Centrale (vedi sotto) nel quale si evidenzia come invece le zone umide, così come altri habitat, in primis le foreste, siano un alleato fondamentale nella lotta ai cambiamenti climatici per il loro ruolo nell’assorbimento del carbonio.
Lo studio evidenzia come questi habitat naturali saranno in grado di stoccare 13,22 miliardi di tonnellate di carbonio, equivalenti a 48,5 miliardi di tonnellate di CO2, un quantitativo maggiore delle emissioni globali prodotte nel 2021 una volta che il Regolamento europeo sul ripristino della Natura, approvato nel 2024, verrà attuato dagli Stati membri dell’Unione europea.
Gli ecosistemi ripristinati – sottolinea il report - potrebbero assorbire 378 milioni di tonnellate di CO2 all’anno, superando l’obiettivo fissato dall’Unione europea per il 2030, pari a 310 milioni di tonnellate.
Il maggiore potenziale in termini di sequestro di carbonio lo detengono le foreste, che coprono il 38% del territorio Ue: quelle a latifoglie, conifere e miste possono immagazzinare fino a 9,24 miliardi di tonnellate di carbonio, pari alla quantità di CO2 emessa dagli Stati Uniti in due anni, ma le zone umide, in particolare le torbiere, giocano un ruolo altrettanto importante.
“Nonostante l’evidente contributo che ecosistemi come zone umide e foreste possono fornire alla lotta ai cambiamenti climatici – afferma Claudio Celada, direttore Area Conservazione della natura della Lipu-BirdLife Italia - gran parte del territorio dell'Unione europea è ancora degradato a causa della deforestazione o cattiva gestione delle foreste e delle aree umide, impattati anche dagli effetti di pratiche agricole intensive anche per la coltivazione di colture bioenergetiche”.
Una situazione, quella del degrado del territorio, che può essere cambiata grazie alle diverse politiche possono favorire soluzioni basate sulla natura che hanno un’azione sinergica nella lotta ai cambiamenti climatici e per la conservazione della natura. Questi provvedimenti sono parte integrante della Strategia dell'Unione europea sulla biodiversità per il 2030, che mira a ripristinare gli ecosistemi degradati e ad ampliare le aree protette in tutta l’Unione. Tra queste la legge sul ripristino della natura (nature Restoration Law) è stata la prima a fissare obiettivi vincolanti per il ripristino degli habitat e il recupero degli ecosistemi, dedicando particolare attenzione alle zone umide.
“L’attuazione dalla Nature Restoration Law tramite i previsti Piani nazionali di ripristino – aggiunge Claudio Celada - può consentire di accelerare non poco il raggiungimento degli obiettivi climatici dell'Unione europea. Anche per questo offriamo al Governo la nostra piena collaborazione alla redazione del Piano nazionale di ripristino, certi che questa sia un’occasione straordinaria per offrire una ripresa alla biodiversità in crisi e dare, come dimostra il report di BirdLife, un serio contributo al contenimento degli effetti dei cambiamenti climatici che – conclude - sempre più colpiscono il territorio e affliggono la popolazione in Italia e nel mondo”.

Da anni denunciamo la deriva che sta trasformando l’area protetta dei Laghi di Revine in un palcoscenico turistico, in un parco giochi a cielo aperto dove la natura è decorazione e il silenzio è fastidio.





Domenica 09 novembre 2025 ore 9.30 / 39° incontro in difesa dell'antica foresta del Cansiglio

Martedì 11 novembre 2025 ore 20.30 a Vittorio Veneto / L'intelligenza delle piante. Incontro con Monica Gagliano

In data 22 ottobre 2025, il Consigliere di Cison e Vicepresidente dell’associazione “Vallata Sana” ha presentato una mozione d’ordine durante la seduta del Consiglio Comunale, per esprimere ferma condanna nei confronti degli attacchi subiti dal giornalista della trasmissione Report, Sigfrido Ranucci, e manifestare piena solidarietà allo stesso e alla redazione del programma.
Viviamo un tempo di crisi ecologica, sociale e sanitaria, come da anni denunciano le organizzazioni internazionali che monitorano questi fenomeni. Per questo motivo, anche nel nostro territorio, crediamo sia necessario rafforzare un autentico movimento popolare ecologista.
La decisione di sostenere la lista AVS alle prossime elezioni regionali nasce da questa consapevolezza e va in questa direzione.
Come direttivo dell’associazione Vallata Sana, abbiamo scelto insieme la candidatura della nostra presidente, Lisa Trinca come indipendente nella Lista Avs - Circoscrizione di Treviso in continuità con l’impegno che da anni portiamo avanti collettivamente nel territorio. Le nostre battaglie parlano di salute, diritti, ambiente e comunità. Questa candidatura rappresenta un passo naturale del nostro percorso condiviso, per portare in Regione la voce delle persone, delle lotte e dei valori che ci guidano ogni giorno. La scelta è nata da un'esperienza maturata dal basso, attraverso assemblee pubbliche, mobilitazioni locali e il lavoro quotidiano nei comitati e nelle reti territoriali. Riteniamo che non sia più accettabile che la politica continui a svendere il territorio in nome del profitto. Serve un’alternativa credibile, radicata e popolare. Insieme possiamo costruirla.

Il nostro impegno, come associazione Vallata Sana e come attivisti della Marcia Stop Pesticidi, si concentra su alcuni punti chiari e concreti:
Tutela effettiva di laghi e fiumi: No a progetti imposti dall’alto che minacciano habitat, biodiversità, flora e fauna protetta. Chiediamo un piano regionale che stabilisca regole trasparenti, monitoraggi accessibili e risorse dedicate alla salvaguardia e alla rinaturalizzazione. La protezione degli ecosistemi non può più essere rimandata.
Stop a monocolture e pesticidi di sintesi: I regolamenti comunali devono prevedere distanze di sicurezza congrue e obbligatorie per i trattamenti chimici vicini a scuole e abitazioni per proteggere la salute pubblica. La Regione deve promuovere attivamente l’agricoltura biologica e agroecologica.
Resistenza alimentare e sovranità del cibo: Cibo sano, locale e libero da sostanze nocive. È necessario sostenere i piccoli produttori, i mercati contadini e i bio-distretti, per una filiera alimentare più giusta, equa e sostenibile.
Crediamo da sempre che trasparenza e partecipazione siano pilastri irrinunciabili della democrazia. Solo decisioni condivise possono ricostruire la fiducia nelle istituzioni e garantire un reale controllo pubblico sull’operato di chi governa.
Il Direttivo di Vallata Sana
Parlare oggi dei laghi di Revine significa affrontare una verità scomoda: la loro salute ecologica sta rapidamente peggiorando.
Come Presidente dell’Associazione Vallata Sana, sento il dovere di portare all’attenzione questa realtà troppo spesso ignorata.
Questi laghi rappresentano una risorsa idrica fondamentale per l’intera comunità, oltre a essere un habitat prezioso per una biodiversità unica.
Mentre aumentano eventi, concerti, proclami “green” e inquadrature perfette per i selfie, i laghi continuano a soffrire, in silenzio.
La situazione è molto più seria di quanto si voglia far credere. Si parla di “valorizzazione”, cultura, turismo sostenibile, bandiere blu… ma si evita accuratamente il nodo centrale: lo stato ecologico reale degli ecosistemi lacustri.
Dal 2002 – anno delle ultime vere indagini limnologiche – non sono stati più condotti studi approfonditi, indipendenti e continuativi sulla qualità delle acque, sui sedimenti, sulla biodiversità acquatica, sulla flora e sulla fauna.
Un quadro parziale arriva dal Rapporto ARPAV 2023, che classifica i laghi come in stato “sufficiente” , mentre quello del 2024 li definisce in stato 'scadente: un giudizio tutt’altro che rassicurante, che dovrebbe invece spingere a una riflessione urgente e collettiva.
I rimedi adottati finora? Palliativi. Parzialmente utili, ma scientificamente deboli se non inseriti in una strategia complessiva. Come si pensa di affrontare, ad esempio, la diffusione incontrollata di specie aliene invasive come il pesce siluro, il gambero della Louisiana, le testuggini esotiche o le alghe infestanti?
Non si può curare un ecosistema senza conoscerne le reali condizioni. Ogni lago è un sistema unico: senza una diagnosi accurata, anche gli interventi più diffusi – come l’uso di aeratori per combattere l’eutrofizzazione – possono peggiorare la situazione, provocando effetti contrari a quelli sperati.
Per questo abbiamo deciso di agire. Stiamo raccogliendo dati, coinvolgendo ricercatori indipendenti e tecnici competenti. Vogliamo avviare progetti di tutela ambientale basati sulla conoscenza, non sull’intrattenimento.
Ci impegniamo per la biodiversità, perché senza di essa l’intero ecosistema rischia di collassare.
Non dobbiamo lasciarci abbagliare da slogan, riflettori estivi o nastri da tagliare. Quello che serve ora è solo una cosa: la verità. È il momento della scienza.
L'associazione invita tutti i cittadini, le associazioni, le istituzioni a unirsi a noi in questo impegno.
Grazie
Lisa Trinca - Presidente di Vallata Sana

(Nella foto alcune specie aliene presenti nei laghi di Revine)
Mercoledì 17 settembre presso la Camera del Lavoro CGIL di Conegliano, alle ore 20:00, Flai CGIL Treviso, Flai CGIL Veneto e il Comitato Marcia Stop Pesticidi promuovono una conferenza pubblica per la presentazione e la discussione del nuovo e importante Rapporto curato dall’Associazione Terra!, che analizza il progressivo smantellamento delle politiche ecologiche europee in campo agricolo.
05 settembre 2025, Giuseppe De Luca, vicepresidente dell’associazione Vallata Sana e consigliere di minoranza, insieme al gruppo consiliare Unione Popolare Progressista, ha raccolto l’appello proveniente da numerosi cittadini del Quartier del Piave e dell’intera Vallata, che chiedono ai propri sindaci di esprimere una posizione chiara e netta contro il genocidio in corso a Gaza e in Palestina.
E' stata così presentata una mozione ufficiale (allegata) in cui si chiede al consiglio comunale di pronunciarsi pubblicamente sul tema, attraverso un voto che riconosca il genocidio in atto e condanni le violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale.
La mozione, a firma del consigliere De Luca, rappresenta un atto di responsabilità politica e morale, volto a stimolare un dibattito trasparente all’interno delle istituzioni locali e a dare voce al sentimento di solidarietà e giustizia espresso da una parte significativa della cittadinanza.
In questo contesto, Vallata Sana ha inoltre aderito al progetto locale "Fonti di Pace".

Vallata Sana sostiene e condivide l'appello per la Pace e la protezione della popolazione palestinese rivolto ai Sindaci dei Comuni del Quartier del Piave e della Vallata per la pace lanciato ai Sindaci.
Pagina 2 di 15