Mercoledì 17 settembre presso la Camera del Lavoro CGIL di Conegliano, alle ore 20:00, Flai CGIL Treviso, Flai CGIL Veneto e il Comitato Marcia Stop Pesticidi promuovono una conferenza pubblica per la presentazione e la discussione del nuovo e importante Rapporto curato dall’Associazione Terra!, che analizza il progressivo smantellamento delle politiche ecologiche europee in campo agricolo.
05 settembre 2025, Giuseppe De Luca, vicepresidente dell’associazione Vallata Sana e consigliere di minoranza, insieme al gruppo consiliare Unione Popolare Progressista, ha raccolto l’appello proveniente da numerosi cittadini del Quartier del Piave e dell’intera Vallata, che chiedono ai propri sindaci di esprimere una posizione chiara e netta contro il genocidio in corso a Gaza e in Palestina.
E' stata così presentata una mozione ufficiale (allegata) in cui si chiede al consiglio comunale di pronunciarsi pubblicamente sul tema, attraverso un voto che riconosca il genocidio in atto e condanni le violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale.
La mozione, a firma del consigliere De Luca, rappresenta un atto di responsabilità politica e morale, volto a stimolare un dibattito trasparente all’interno delle istituzioni locali e a dare voce al sentimento di solidarietà e giustizia espresso da una parte significativa della cittadinanza.
In questo contesto, Vallata Sana ha inoltre aderito al progetto locale "Fonti di Pace".

Vallata Sana sostiene e condivide l'appello per la Pace e la protezione della popolazione palestinese rivolto ai Sindaci dei Comuni del Quartier del Piave e della Vallata per la pace lanciato ai Sindaci.
Vallata Sana sostiene il progetto a sostegno dei bambini di Gaza gestito dalla associazione "Fonti di Pace". Aderisce, con altre associazioni del territorio alla Rete di Solidarietà con il Popolo Palestinese. Riportiamo di seguito comunicato della Biblioteca Franca Da Re di Vittorio Veneto.
Comunicato stampa -Caorle, 18 agosto 2025
Legambiente – Circolo Veneto Orientale, Comitato Difesa Territorio Caorle, Associazione per la laguna di Caorle e Bibione
Riceviamo oggi, 10 agosto, una lettera da un gruppo di cittadini di Fratta e, con il loro consenso, la pubblichiamo integralmente.
A Tarzo (TV) è stata inaugurata il 5 agosto, quasi in sordina, la nuova scultura “Leone”, realizzata con legno di recupero dall'artista Marco Martalar. L’opera, voluta dall’Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene e autorizzata dal Comune, è stata presentata dal Governatore Luca Zaia, proprio nel giorno del sesto anniversario del riconoscimento delle Colline del Prosecco come Patrimonio dell’Umanità UNESCO.
La cerimonia è stata organizzata senza annunci pubblici e senza la partecipazione della popolazione. L'impressione è stata quella di una festa privata tra amministratori pubblici e oligarchi del prosecco.
La scultura, con i suoi oltre 7 metri di altezza e 12 di lunghezza è stata collocata a pochi passi dalle sponde del lago, in un'area a ridosso della zona protetta (Natura 2000) dei Laghi. Costruita su un telaio metallico con travi portanti in larice e rivestita in legno e legname di scarto delle vigne (con o senza pesticidi?), materiale che l’artista ha dichiarato sui social, si erge su un basamento in calcestruzzo di 10x3 metri, spesso 35 cm (30 dei quali interrati), per un totale di 30 metri quadrati di suolo cementificato.
Il terreno comunale su cui è stata installata è stato concesso in comodato d’uso gratuito per trent’anni dall’Amministrazione di Tarzo, che ha stipulato un apposito contratto con il Consorzio. Tutti gli oneri relativi all’opera – dalla realizzazione alla manutenzione – sono stati assunti dall'Associazione, salvo il basamento in calcestruzzo, realizzato e finanziato ( con fondi PNRR) dal Comune di Tarzo. Il Comune ha mantenuto la facoltà di revocare il comodato per gravi motivi di pubblico interesse o in caso di uso non conforme, con un preavviso di almeno 90 giorni, nel caso di un suo spostamento in altra zona.
Dal sito ufficiale dell'artista apprendiamo che : "Le sculture di Marco Martalar hanno un valore stimato tra i 30.000 € e gli 80.000 € cadauna fanno parte di vari percorsi naturalistici di Land Art tra le montagne del Veneto e del Trentino. Si stima che queste istallazioni abbiano generato flussi turistici superiori alle 200.000 unità a dimostrazione che l'Arte, quella bella, può diventare un volano per il turismo e stimolare emozioni sui spettatori. Ogni opera nuova nel primo periodo ha registrato afflussi turistici tra i 500 e le 4.000 persone al giorno".
Pur riconoscendo il valore artistico dell' opera, espressione del talento di un artista riconosciuto e apprezzato, non possiamo tacere sul fatto che è stata collocata in un'area protetta inserita nella rete Natura 2000 con un habitat naturale delicato e fragile che richiede una tutela rigorosa della biodiversità. Ad aggravare la situazione vi è il fatto che negli ultimi mesi è stato realizzato un nuovo sentiero molto frequentato dai turisti e che si sta progettando una piattaforma galleggiante all’interno del lago. Siamo difronte ad una sequenza di progetti che aumentano la pressione e il disturbo antropico su un ecosistema vulnerabile che rischia di perdere la sua ricchezza di vita e biodiversità in nome della "valorizzazione" turistica.
Questo tipo di politica, al limite del marketing, si dimostra più interessata alla promozione dell'immagine e al consenso immediato, piuttosto che a progetti di lungo respiro che tutelino davvero il territorio e le comunità che lo abitano. Questa tendenza, ben personificata nel Governatore Zaia, è sempre più evidente, e si traduce in decisioni che sacrificano il benessere dei cittadini, la tutela ambientale e la qualità della vita, in nome di un progresso che favorisce pochi e penalizza molti.
Quasi tutti i Sindaci e gli amministratori locali vivono un rapporto di sudditanza con il Consorzio del Prosecco, in una dinamica che sta perdendo sempre più la dimensione di una collaborazione equilibrata. In questa logica, i reali interessi delle comunità vengono messi in secondo piano, quando non completamente ignorati.
Non possiamo accettare che il nostro territorio venga gestito come una merce da svendere. Diciamo basta ai progetti calati dall’alto, che ignorano il contesto ambientale e sociale in cui si inseriscono, ai progetti che sacrificano la privacy e la tranquillità dei cittadini.
È necessario un cambio di rotta. Chiediamo studi aggiornati, indipendenti e pubblici, che valutino con trasparenza l’impatto delle trasformazioni in corso.
E chiediamo, con forza, l'attuazione di politiche di Conservazione dei laghi e degli ecosistemi fragili del nostro territorio, che non possono essere messi a rischio per logiche economiche di breve periodo, a cominciare dalla applicazione della Restoration Law.
Ci batteremo affinchè il Leone venga spostato.
Basta svendere il territorio al Consorzio sotto l’egida di sigle come UNESCO che dovrebbero invece proteggerlo.

Un titolo esagerato per catturare lettori? …
Grazie ad un video di una mia presentazione sul ruolo ecologico delle cozze d’acqua dolce (depuratori naturali delle acque) al Museo di Scienze Naturali di Bolzano (https://www.youtube.com/watch?v=HnkTyIMquJY) sono stata contattata dall’Associazione Vallata Sana che si prefigge di preservare l’integrità ecologica dei laghi di Revine.
A proposito del "Leone" nei laghi di Revine: basta slogan, parliamo dei veri problemi.
C’è da rimanere sconcertati: la vicenda del "Leone" sta prendendo una piega surreale, trasformandosi in una barzelletta politica. Alcuni esponenti stanno strumentalizzando l’opera alzando un polverone tanto roboante quanto vuoto, probabilmente per distogliere l’attenzione dai veri problemi ambientali e paesaggistici che interessano l’area dei laghi.
È patetico assistere a questo teatrino.
Nessuno ha mai attaccato l’opera in sé, né tantomeno l’artista. Il nodo cruciale è un altro: il posizionamento.
Parliamo di un intervento altamente impattante, inserito nel cuore di un ecosistema lacustre fragile e prezioso, che rischia di compromettere l’equilibrio naturale e paesaggistico, già oggi in bilico.
Ricordiamo che l'opera del Leone si inserisce in un contesto di antropizzazione crescente e preoccupante.
Tra pochi mesi, su uno dei pochi tratti ancora intatti della sponda del lago di Lago (località San Giorgio), sorgeranno un nuovo sentiero, una grande piattaforma galleggiante di 30 x 30 metri, e, appunto, l’opera monumentale del Leone.
E c’è ancora chi ha il coraggio di sostenere che tutto ciò non avrà alcuna influenza sull’habitat?
Nel frattempo aumentano le specie aliene, proliferano le alghe... Ma finché il lago è balneabile, tutto va bene. Finché "fa figo", va tutto bene.
Parlare di "difesa del Leone" come se fosse sotto assedio è una narrativa fuorviante e anche offensiva verso chi, come noi, da tempo si batte per la tutela concreta di questo territorio, del suo paesaggio, della sua biodiversità. Serve serietà. Serve ascolto.
Serve rispetto per un luogo che ha bisogno di protezione, non di propaganda.

02 luglio 2025
Ci è stato segnalato un esemplare di luccio morto, del peso di circa 4 kg, rinvenuto nel Lago di Lago (San Giorgio) in località Va De Piazza.

Abbiamo scelto di acquistare i terreni dentro un’area protetta, non per farne proprietà, ma per liberarli.
Per sottrarli alla speculazione, all’abbandono, al degrado mascherato da sviluppo. Perché quei terreni non sono "nostri": appartengono a tutti.
Sono parte di un ecosistema fragile, vitale. Sono parte della Rete Natura 2000, la più grande rete di aree protette d’Europa, istituita per custodire habitat naturali e biodiversità, secondo le Direttive Habitat (92/43/CEE) e Uccelli (2009/147/CE).
Sono territori da difendere, non da mercificare.
Oggi però, questi territori sono sotto attacco.
In Italia, tra semplificazioni normative, deroghe ambientali e accelerazioni dettate dal PNRR, si tenta di smantellare pezzo per pezzo le tutele conquistate in decenni di lotte e consapevolezza ecologica. Le aree protette — SIC, ZPS, parchi e zone umide — vengono presentate come un ostacolo alla crescita. La natura come intralcio. L’acqua come risorsa da sfruttare. Il paesaggio come vuoto da riempire.
Diciamo no a chi vuole costruire sulle sponde dei laghi. A chi inquina per profitto. A chi firma decreti che aprono le porte a cementificazioni, impianti invasivi e agricoltura industriale nei luoghi più preziosi.
Acquistare i terreni è un gesto concreto e radicale. È una forma di resistenza.
Significa bloccare la speculazione sul nascere, difendere con i fatti. Ma non basta fermare: vogliamo informare, custodire, e far conoscere la straordinaria preziosità di quest’area protetta.
Difendere l’acqua è difendere la vita.
Non aspetteremo che sia troppo tardi. Non lasceremo che decidano altri.
Questi territori non sono vuoti da riempire, ma pieni di senso, memoria, futuro.
Lanciamo un appello a cittadini, associazioni, organizzazioni e aziende: condividi, diffondi, partecipa.
Il progetto è appena iniziato e contiamo di poter acquistare altri terreni in base alle risorse che riusciremo a raccogliere.
È possibile contribuire tramite bonifico bancario:
Conto intestato a: Associazione Vallata Sana
IBAN: IT41C0359901899089048524279
Causale: Contributo per terreni Lago
Per saperne di più o per dare il proprio contributo in contanti, scrivete a
Un nostro socio verrà a trovarvi per raccogliere il contributo.
Acquista con noi, gestisci con noi. Difendiamo insieme ciò che è di tutti.
Associazione Vallata Sana

Pagina 3 di 15