Da anni denunciamo la deriva che sta trasformando l’area protetta dei Laghi di Revine in un palcoscenico turistico, in un parco giochi a cielo aperto dove la natura è decorazione e il silenzio è fastidio.
Invece della tutela, abbiamo la promozione.
Invece del rispetto, la spettacolarizzazione.
Invece della politica, la propaganda.L’ultimo cartello del Comune di Tarzo, firmato insieme all’Associazione del Prosecco, ne è l’emblema. Si chiede rispetto per un’opera d’arte, ma non una sola parola viene dedicata all’ambiente che la circonda, né ai cittadini che da sempre vivono questo territorio.
Nessuna indicazione di rispetto per chi, in questi anni, ha visto cambiare la propria quotidianità, il proprio paesaggio, la propria libertà di vivere i luoghi. Nessuna attenzione per la comunità che ha perso la tranquillità e il rapporto autentico con la natura, sacrificata agli interessi del turismo “mordi e fuggi”.In un’area Rete Natura 2000 riconosciuta come Sito di Interesse Comunitario, ridurre la comunicazione pubblica a un cartello di divieti per un manufatto, ignorando completamente la salvaguardia della natura e della vita quotidiana delle persone, è una grave responsabilità politica e culturale.Un’amministrazione che “declina ogni responsabilità” davanti alla svendita del proprio territorio abdica al suo ruolo.
Il sindaco e il consiglio comunale hanno il dovere di "dire NO" a progetti calati dall'alto da aziende che hanno solo interessi di profitto e di immagine.
Devono tutelare l’ambiente, non l’immagine.
Devono scegliere la vita dei laghi, non l’estetica del potere.E'ora di dire basta a una politica che ha scambiato la tutela ambientale con la pubblicità.
Basta con le opere inutili, le installazioni e le “valorizzazioni” che cancellano la natura invece di custodirla.
Basta con chi usa i laghi come vetrina e non come eredità da proteggere.Vallata Sana




Invece del rispetto, la spettacolarizzazione.
Invece della politica, la propaganda.L’ultimo cartello del Comune di Tarzo, firmato insieme all’Associazione del Prosecco, ne è l’emblema. Si chiede rispetto per un’opera d’arte, ma non una sola parola viene dedicata all’ambiente che la circonda, né ai cittadini che da sempre vivono questo territorio.
Nessuna indicazione di rispetto per chi, in questi anni, ha visto cambiare la propria quotidianità, il proprio paesaggio, la propria libertà di vivere i luoghi. Nessuna attenzione per la comunità che ha perso la tranquillità e il rapporto autentico con la natura, sacrificata agli interessi del turismo “mordi e fuggi”.In un’area Rete Natura 2000 riconosciuta come Sito di Interesse Comunitario, ridurre la comunicazione pubblica a un cartello di divieti per un manufatto, ignorando completamente la salvaguardia della natura e della vita quotidiana delle persone, è una grave responsabilità politica e culturale.Un’amministrazione che “declina ogni responsabilità” davanti alla svendita del proprio territorio abdica al suo ruolo.
Il sindaco e il consiglio comunale hanno il dovere di "dire NO" a progetti calati dall'alto da aziende che hanno solo interessi di profitto e di immagine.
Devono tutelare l’ambiente, non l’immagine.
Devono scegliere la vita dei laghi, non l’estetica del potere.E'ora di dire basta a una politica che ha scambiato la tutela ambientale con la pubblicità.
Basta con le opere inutili, le installazioni e le “valorizzazioni” che cancellano la natura invece di custodirla.
Basta con chi usa i laghi come vetrina e non come eredità da proteggere.Vallata Sana




