Apprendiamo oggi, da un articolo pubblicato sulla Tribuna di Treviso, le lamentele di alcuni turisti per l’impossibilità di completare il giro dei Laghi di Revine a causa dell’esondazione del lago. Una condizione che, ricordiamo, è del tutto naturale e ciclica, parte integrante del ciclo vitale di questo ecosistema.
Fortunatamente, ci sono ancora cittadini e abitanti del territorio che difendono quello che potremmo chiamare il “diritto del lago” a esondare, a respirare, a seguire i propri ritmi. Il vero problema non è l’acqua che invade i sentieri, ma l’idea che sia la natura a doversi adattare ai desideri e all’abbigliamento dei visitatori, e non viceversa.
Il lago non è una passerella né un parco giochi da modellare su misura di infradito o tacchetti. Chi sceglie di frequentare questi luoghi dovrebbe portare con sé RISPETTO.
Questo fa riflettere su quello che è il progetto " Borgo Aumentato sul lago" che sembra invece voler soddisfare proprio chi queste assurde richieste le fa.
Infatti il 13 marzo 2025 il Consiglio Comunale di Tarzo ha approvato una variante parziale al Piano degli Interventi, denominata “Cortili frattali. Il borgo aumentato sul lago – Attività 05: Passerella lungo lago – Percorso su terra”. Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo percorso pedonale lungo il lago, che passa sotto il centro abitato di Fratta e si collega alla stradina secondaria che dal centro del paese scende fino all’acqua. Anche se nei documenti approvati non si fa mai esplicita menzione della piattaforma galleggiante prevista nel lago, appare evidente che il nuovo tracciato sia funzionale proprio a raggiungere quella struttura, già annunciata come “nuovo Cortile di Fratta”.
Proprio per fare chiarezza sulle intenzioni dell’Amministrazione, abbiamo presentato un’osservazione al progetto, evidenziando alcune criticità. Una delle principali riguarda il cambio di destinazione d’uso dei terreni attraversati dal nuovo tracciato, che da agricoli diventano destinati a viabilità. Riteniamo questa trasformazione non coerente con le norme del Parco dei Laghi né con il Disciplinare Unesco, anche perché un tracciato largo 2,5 metri difficilmente può essere definito un semplice “sentiero”. Inoltre, la rimozione del vincolo agricolo apre alla possibilità di future trasformazioni del paesaggio e interventi edilizi nei fondi confinanti.
Un secondo punto riguarda la mancata Valutazione di Impatto Ambientale. A nostro avviso, il progetto del sentiero non può essere considerato isolatamente, ma come parte di un intervento più ampio che comprende anche la piattaforma nel lago, la quale dovrebbe essere oggetto di una specifica valutazione ambientale, dato che il sito è protetto dalla Direttiva Habitat ed è già regolamentato dal Piano Ambientale del Parco dei Laghi. Invece, l’Amministrazione ha escluso tale procedura, motivo per cui abbiamo inviato una nota anche alla Sovrintendenza e agli uffici regionali competenti (Vinca-VAS).
La questione si fa ancora più delicata quando si considera che, pur non esistendo ancora un progetto ufficiale per la piattaforma galleggiante, l’Amministrazione sembra considerarla un’opera temporanea e removibile, cercando quindi di evitarne l’assoggettamento alle normali autorizzazioni. Abbiamo riscontrato che è stata avviata una pratica presso lo sportello SAUP del Comune che solitamente si occupa di supportare imprese e attività produttive.
In sintesi, ci troviamo di fronte a un’opera che interessa un’area a riserva naturale, che dovrebbe essere sottoposta a valutazioni ambientali puntuali e a un rigoroso controllo paesaggistico. Invece, il rischio concreto è che venga fatta passare come una semplice attività commerciale o produttiva, sottraendola al vaglio degli enti competenti e privando i cittadini di una corretta informazione.
È necessario fare piena luce sulle procedure adottate, sui vincoli eventualmente ignorati e sulla legittimità delle autorizzazioni rilasciate. Il patrimonio naturale e il principio di legalità non possono essere messi da parte per forzare un progetto che solleva troppe domande e lascia troppe zone d’ombra.
Per questi motivi chiediamo che vengano sospese tutte le autorizzazioni rilasciate e che siano bloccati i lavori in corso relativi al progetto PNRR "Cortili Frattali – Il Borgo Aumentato sul Lago", attività 04 , "Cortile dell’Acqua", in attesa di chiarimenti urgenti e approfonditi.
Chiediamo trasparenza su tutte le fasi autorizzative. Pretendiamo il rispetto dei vincoli ambientali e paesaggistici. Difendiamo il diritto dei cittadini a essere informati e coinvolti nei processi che riguardano il loro territorio.
Associazione Vallata Sana
