Nel cuore di Cison di Valmarino, in un'area tutelata dall'UNESCO, il sito industriale dismesso dell'ex SIBE è al centro di una dura battaglia politica e ambientale. Le criticità principali riguardano una copertura di circa 4.000\5000 mq2 in lastre di cemento-amianto risalenti a prima del 1960 e oggi fortemente deteriorate, con il conseguente rischio di dispersione di fibre nell'aria, oltre alla presenza di vasche con fanghi industriali mai svuotate. A questo si aggiunge il sospetto dell'interramento di fusti e fanghi contenenti residui di cianuro, sostanza impiegata nei vecchi processi di tempra e trattamenti galvanici svolti nello stabilimento. A rendere urgente la situazione è la stretta vicinanza dell'immobile a luoghi ad alta frequentazione: la struttura sorge infatti a meno di 200 metri dalla Scuola Primaria, a circa 250 metri dall'Asilo parrocchiale, ed è a ridosso di abitazioni private, percorsi turistici e viabilità principale.
A marzo 2025 , una perizia preliminare commissionata dalla proprietà (Gentili Disma S.n.c.) allo Studio Dott. Fier e Associati S.a.s. ha definito "scadente" lo stato dell'amianto, sostenendo l'assenza di aree sensibili entro un raggio di 300 metri. prevedendo così la bonifica entro tre anni . Di fronte a queste conclusioni, i consiglieri di minoranza hanno contestato il rilievo sulle distanze, evidenziando la reale presenza delle scuole a meno di 200 metri. A seguito di una segnalazione anonima sull'ipotesi di fusti di cianuro interrati nel piazzale, il consigliere Dante Pilat ha sporto denuncia formale, portando all'intervento dei Carabinieri e all'apertura di un fascicolo presso la Procura della Repubblica di Treviso.
I consiglieri comunali,a dicembre del 2025, con una mozione ufficiale in Comune chiedono:
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L'emissione di un'ordinanza contingibile e urgente (un provvedimento immediato del Sindaco per situazioni di grave pericolo) per la rimozione immediata delle lastre, previa riclassificazione della copertura da "scadente" a "pessimo", così da ridurre i tempi della bonifica da tre anni a soli 12 mesi ed evitarne lo slittamento al 2028.
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Carotaggi, rilievi georadar e analisi ufficiali da parte di ARPAV e ULSS su vasche e terreno, per dare risposte certe e trasparenti alla cittadinanza sulla reale situazione del sito.;
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La nomina di un consulente tecnico di fiducia a tutela del Comune e dei cittadini, ritenendo inaccettabile che la salute pubblica sia affidata unicamente a una perizia di parte commissionata dalla proprietà.
