Il contributo che le istituzioni possono dare per il ripristino della “biodiversità” nei laghi di Revine/Tarzo. 

Il “Parco dei laghi della vallata” ha bisogno di una gestione coordinata e coerente ad opera di un soggetto responsabile dotato di competenze specifiche, con la supervisione della “U.O. Strategia Regionale della biodiversità e dei parchi” della Regione in grado di gestire non delle particelle fondiarie, ma un “ecosistema lacustre” particolare e fragile:

  • per le ridottissime dimensioni,
  • per la sua unicità come unico “lago naturale” nell’intera provincia di Treviso,
  • per l'aleatorietà della immissione idrica dalle sorgenti carsiche,
  • per gli effetti dei cambiamenti climatici e i gravi problemi legati alla siccità,
  • per la carenza di ossigenazione e relative conseguenze sulla vita acquatica e sulla proliferazione algale,
  • per l’antropizzazione e l’inquinamento legati alle attività produttive agricole dei terreni circostanti,
  • per l’antropizzazione dovuta ad una valorizzazione turistica che confonde gli obiettivi di tutela e valorizzazione turistica con obiettivi di sviluppo economico.

Il progetto “Cortili frattali. Il borgo aumentato sul lago” del Comune di Tarzo va nella direzione opposta rispetto all’esigenza di aumentare i livelli di protezione, di conservazione e di rinaturalizzazione delle sponde dei laghi.

A questo scopo ai principali vincoli esistenti:

  • VINCOLO IDROGEOLOGICO-FORESTALE

In base al R.D. 30/12/1923 n. 3267. Tutti gli interventi da realizzarsi dovranno essere

corredati da progetto comprendente anche la relazione geologica o forestale in rapporto

all’entità degli interventi e sono subordinati all’autorizzazione preventiva di cui al R.D.

1126/1926 e della legislazione regionale in materia;

  • VINCOLO PAESAGGISTICO - aree vincolate per legge(ope legis)

D.Lgs. n. 42/2004, Codice dei beni culturali e del paesaggio, Artt. 134, 142;

  • VINCOLO PAESAGGISTICO CON INDIVIDUAZIONE DI SPECIFICA AREA

TUTELATA CON D.M. 12 MAGGIO 1967.

D.Lgs. n. 42/2004, Codice dei beni culturali e del paesaggio, Artt. 136.

L'intera area dei laghi individuata è soggetta a tutela e valorizzazione ambientale del complesso ecologico e paesaggistico dei laghi in base alla “Dichiarazione di notevole interesse pubblico della zona dei laghi di Lago e Santa Maria sita nel Comune di Tarzo”;

  • ZONA SPECIALE DI CONSERVAZIONE(ZSC) CON DECRETO DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE DEL 27 LUGLIO 2018. La designazione delle ZSC è un passaggio fondamentale per la piena attuazione della Rete Natura 2000 perché garantisce l’entrata a pieno regime di misure di conservazione sito specifiche e offre una maggiore sicurezza per la gestione della rete e per il suo ruolo strategico finalizzato al raggiungimento dell’obiettivo di arrestare la perdita di biodiversità in Europa;

devono essere aggiunte “altre tutele”:

  • inoltrare al Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Direzione Generale per il Patrimonio Naturalistico una richiesta di riconoscimento ai laghi di Revine/Tarzo di “area umida” ai sensi della Convenzione di Ramsar che si pone come obiettivo la tutela internazionale delle zone umide mediante la loro individuazione e delimitazione, lo studio degli aspetti caratteristici, in particolare dell'avifauna e la messa in atto di programmi che ne consentano la conservazione degli habitat, della flora e della fauna. La Convenzione di Ramsar è stata ratificata e resa esecutiva dall'Italia con il DPR 13 marzo 1976, n. 448 e il governo italiano, aderendo, si è impegnato a garantire un uso razionale delle “Zone Umide” e il “mantenimento” della loro “funzione ecologica”. I laghi di Revine/Tarzo appartengono alla categoria delle “aree umide”. Le “aree umide” secondo la Convenzione di Ramsar (Iran 1971) e la Convenzione Internazionale sulla diversità biologica (Convenzione di Rio 5/6/92) sono considerate biologicamente tra gli ambienti più produttivi al mondo. Le caratteristiche di “area umida” dell’ecosistema laghi di Revine/Tarzo, la loro critica situazione geomorfologica e idrologica, l’urgenza e la necessità di salvaguardare la loro stessa esistenza biologica rendono auspicabile la loro inclusione nell’elenco delle aree umide di importanza internazionale.
  • inoltrare, tramite la Regione, la richiesta alla Commissione Europea di considerare l’area dei laghi “Zona di Protezione Speciale” (ZPS) e farla rientrare così sotto la protezione della “Direttiva Uccelli” n. 09/147/CEE sulla lsalvaguardia dell’avifauna selvatica” oltre che della “Direttiva Habitat” n.92/43/CEE a “salvaguardia degli habitat naturali e seminaturali,”@ fauna e la flora” del Sito di interesse Comunitario (SIC codice IT 3240014), proprio perché la “Zona Speciale di Conservazione” (ZSC) SIC codice IT 3240014 dei “laghi di Revine/Tarzo” estesa per 119 ettari, essendo limitrofa all’adiacente “Zona di Protezione Speciale” (SIC codice IT 3240024), quella della “dorsale prealpina che si estende per 11622 ettari tra Valdobbiadene e Serravalle, ne avrebbe tutti i requisiti.

Accanto ai “vincoli” e ad altre “auspicabili tutele” è necessaria una “nuova visione” della “relazione uomo-natura” e della “relazione habitat-vita dei borghi”, dove il “pregio paesaggistico e ambientale” non venga stritolato da una “valorizzazione turistica” attenta solo al ritorno economico, politico-clientelare e di immagine.

Si ribadiscono i “limiti strutturali” dell’ecosistema laghi di Revine/Tarzo che devono essere assunti come bussola dell’agire amministrativo da coloro che hanno l’onere e la responsabilità di gestire questo piccolo patrimonio naturalistico e di operare per un ripristino della sua “natura” e della sua “biodiversità”:

  • l'intrinseca debolezza idrologica dei laghi,
  • le piccolissime dimensioni dell’ecosistema laghi di Revine Lago/Tarzo,
  • il peso dei cambiamenti climatici in atto e l’incertezza legata a possibili prolungati periodi di siccità che si riproporranno in futuro,
  • l’elevato livello di antropizzazione raggiunto dalle rive dei due piccoli laghi.

L’impatto ambientale del progetto “Cortili frattali-il borgo aumentato sul lago” sarebbe estremamente pesante sia sull’avifauna, sia sulla vegetazione presente sul sito individuato dal progetto, ma soprattutto sull'equilibrio biologico generale dell’ecosistema lacustre garantito anche da quel tratto di rive attualmente e fortunatamente non ancora antropizzate.

Diminuisce la biodiversità quando si frammentano piccoli e grandi habitat e piccoli areali, quando si interrompono funzionali collegamenti ecologici tra le piccole nicchie di biodiversità, quando si limitano i servizi ecosistemici dei canneti, quando si interrompe la continuità fra la macchia boscosa e delle rive e il bosco igrofilo.

Ogni angolo di natura, ogni piccola nicchia ecologica, ogni pezzetto di natura può dare il proprio contributo alla biodiversità che non è un concetto astratto, da citare per infiocchettare i discorsi con un po’ di greenwashing, ma una scelta e un’accettazione dei limiti all’agire umano e al loro impatto sulle risorse naturali. Se si fermano gli interventi 04 e 05 del progetto “Cortili frattali. Il borgo aumentato sul lago” avremo operato per il mantenimento e il ripristino della biodiversità, avremmo fatto seguire i fatti alle parole.

L’accettazione dei limiti allo sfruttamento delle risorse naturali dei laghi non è la negazione del “rapporto uomo-natura” o della “relazione habitat-vita di borghi”: è il suo contrario.

Si devono creare le condizioni affinché in futuro questa coesistenza uomo natura si possa perpetuare nel tempo a favore anche delle generazioni future.

Non siamo all’anno zero nello sfruttamento turistico dei laghi, ci sono strutture turistico-ricettive (un camping sul lago di Santa Maria e un camping sul lago di Lago) tre lidi balneabili, due dei quali con esercizi di ristorazione e bar, c’è un parco a tema didattico archeologico con delle costruzioni in legno proprio lungo una sponda del lago di Lago, ci sono percorsi ciclopedonali che per lunghissimi tratti corrono lungo le rive dei laghi e che in alcuni tratti tagliano trasversalmente un canneto, ecc. Nei laghi sono già presenti strutture per lo svago, il divertimento, percorsi ciclopedonali, tutte modalità di “penetrazione antropica” in un ambiente naturale che non si trova sperduto in lande disabitate ma stretto fra borghi abitati. Questa loro collocazione in un “contesto semi-urbanizzato” accentua il bisogno di tutelare, preservare, mantenere le nicchie di biodiversità con il loro carico di specie animali e vegetali. I due laghi devono essere visti nella loro unitarietà e interezza essendo parti di un unico ecosistema e possono essere vissuti in un modo più regolato e controllato. 

La “valorizzazione turistica” non può trasformarsi in una “utilizzazione commerciale della natura”. La valorizzazione turistica deve preservare e aumentare il pregio naturalistico e ambientale di un “sito naturale” e regolare le modalità della sua fruizione e non può dipendere da agenti esterni (eventi, infrastrutture, come nel caso degli interventi 04 e 05 del progetto “Cortili frattali. Il borgo aumentato sul lago”.) che abbassano il “pregio naturalistico” e manomettono le “modalità della sua fruizione”. Si finisce così per usare il “sito naturale” come un’esca attrattivo-commerciale che non ha niente da spartire con l’endemico valore naturalistico e paesaggistico. Tale strumentalizzazione della natura spesso avviene con criteri “usa e getta” che lasciano il “sito naturale” più povero in termini di biodiversità e di bellezze naturali e meno attrattivo per coloro che vorrebbero viverlo e fruirlo in modo rispettoso ed empatico. Quasi sempre il divertimento di massa, l'entertainment sensazionalistico, folgorante, venduto come “esperenziale”, sceglie il luogo non per valorizzarlo ma per usarlo a fini commerciali o di marketing territoriale.

Gruppo difesa laghi Revine/Tarzo