Uno studio condotto da ventidue autori, pubblicato nel fascicolo di gennaio della rivista specialistica Global Change Biology, su 656 laghi temperati e bacini d’acqua al mondo indica che una volta innescata l’insufficiente ossigenazione dei fondali questa è difficilmente reversibile e si tramuta in un problema duraturo. Molti laghi in Germania, ad esempio, sono già in cattive condizioni a causa di squilibri nello scambio delle acque per il cambiamento climatico.

Anche troppe sostanze che vi finiscono dentro provenienti dall’agricoltura e in minor misura dal traffico tolgono però aria alla fauna ittica. I concimi portati dalla pioggia possono essere fatali, fanno sì che sulla superficie si diffondano molte alghe che poi morendo cadono sul fondo, dove la decomposizione batterica toglie ossigeno alla vita animale. Una volta calato il tasso di ossigeno nell’acqua, dal sedimento possono ancora sciogliersi ulteriori nutrienti che fanno proliferare altre alghe, creando un circolo vizioso.

Lo studio di GCB ha trovato conferma di una relazione positiva tra la mancanza di ossigeno delle acque e la concentrazione di fosforo e di clorofilla A (che è un indicatore della biomassa) in tutti i laghi osservati. Il cambio climatico aggrava la situazione anche in Europa, in cui questo effetto trova condizioni idonee. Nei periodi più secchi scorre meno acqua fresca nei laghi e la conseguenza è ulteriormente accelerata. L’innescarsi di questo circolo vizioso, indicano gli esperti, è probabile con meno di 1,8 mg di ossigeno per litro d’acqua.

Lo studio conferma conoscenze già note e mette in luce come sia indispensabile intervenire prima per tutelare l’integrità degli ecosistemi e impedire peggioramenti, dato che cercare di risanarli è molto più difficile. Ralf Köhler, limnologo e membro del gruppo di lavoro sull’acqua dell’associazione ambientalistica tedesca BUND, ha spiegato alla ARD che l’80% dei laghi in Germania non riesce ancora a soddisfare i requisiti fissati dalla direttiva quadro europea sulle acque che imponeva dovessero essere in buone condizioni entro il 2015. La scadenza entro cui tassativamente raggiungere questo livello è il 2027. È indispensabile che meno nutrienti affondino nei laghi perché le tecniche di depurazione sono ancora poche e molto costose, ha ammonito Köhler.

In molti bacini una diminuzione dell’ossigeno sui fondali porta già alla diffusione di alghe blu che secernono sostanze che in alte concentrazioni possono essere tossiche e al prosperare di molluschi invasivi, compromettendo l’ecosistema. Un altro problema esiste per i laghi che sono alimentati in modo principale dalle acque sotterranee, come ad esempio il lago Starnberger in Baviera, o quello di Steinhuder in Bassa Sassonia, anche se piogge più forti portano i bacini ad avere abbastanza acqua. A questo riguardo gli esperti indicano che i canali di scolo delle acque piovane a margine dei campi e delle strade dovrebbero essere colmati, affinché la pioggia venga assorbita nella falda, piuttosto che fluire nei fiumi e da qui al mare.

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it

04.02.2024